M, il mostro di Düsseldorf


Lunedì 3 marzo 2008, presso il Cinema Cristallo di Reggio Emilia, si è tenuta una serata dedicata al film di Fritz Lang "M, il mostro di Düsseldorf", capolavoro del cinema espressionista tedesco degli anni 30. Lo spettacolo è stato organizzato dal cirocolo ARCI Daunbailò in collaborazione con l'ARCI di Reggio Emilia, nell'ambito della rassegna Lune di Crucchi. Il film, uno dei primi esperimenti di cinema parlato, è scandito da poche battutte ed un accenno di colonna sonora, lasciando ampi spazi ad ulteriori interventi musicali. Nasce proprio da quì l'idea di proporre uno spettacolo di simbiosi, unendo alla proiezione del film una colonna sonora suonata dal vivo da un gruppo presente sul palco.

IndyJazzTone si è occupato della realizzazione della parte musicale, nella formazione classica con Gabriele Merli al sax, Guido Zuccaro alla chitarra e Fabrizio Facchinetti al basso. La proiezione è stata introdotta da due brevi letture del Collettivo Astolfo sulla Luna, che ha proposto la presentazione critica del film in forma di parodia e la lettura testuale di una guida turistica di Dusseldorf., allo scopo di sdrammatizzare i toni cupi del film.

Quando ci è stato proposto di musicare il film di Fritz Lang abbiamo accettato con entusiasmo, pur non sottovalutando le obiettive difficoltà del progetto. E' stato necessario porre molta cura alla sincronizzazione delle scene, adattando il repertorio nel rispetto delle atmosfere del film. Si è trattato di un percorso travagliato che ha richiesto lunghi tempi di realizzazione e confronti decisi ma sempre costruttivi durante le prove, ma che alla fine ha dato grandi soddisfazioni. La proiezione si è svolta davanti ad un pubblico ineressato e competente, che al termine ha espresso commenti positivi al di la delle nostre aspettative. Personalmente spero che l'esperimento si possa ripetere in futuro. Approfitto per ringraziare il circolo Daunbailò, che ci è stato di supporto nella realizzazione dello spettacolo risolvendo nel milgiore dei modi i problemi tecnici ed organizzativi.


La Trama

Nel 1931 Fritz Lang gira "M, il mostro di Dusseldorf", in cui un ignoto assassino (con il volto indimenticabile di Peter Lorre) violenta e uccide numerose bambine senza lasciare alcuna traccia. Nella città viene allora organizzata una fitta rete di ricerche a cui partecipano anche i mendicanti e i criminali. Così si scopre il primo indizio: l'assassino quando avvicina le vittime fischietta un macabro motivo, tratto dal Peer Gynt di Grieg. Presto il mostro viene individuato da un venditore di palloncini che riesce con un gesso a segnargli sulle spalle una grande M (che sta per Morder, assassino). L'uomo è braccato e si barrica in una fabbrica ma viene catturato dalla malavita che vorrebbe giustiziarlo: solo all'ultimo momento viene salvato dalla polizia che lo consegna alla giustizia ufficiale."M, il mostro di Düsseldorf" è uno dei primi film parlati di Lang in cui si fondono le tecniche altamente espressive del cinema muto con la stupefacente modernità di un sonoro capace di raggelare. Ispirato a una vicenda reale, Lang riprende i suoi temi preferiti, come il contrasto tra giustizia ufficiale e giustizia privata, ed esalta gli effetti fotografici e quelli sonori, realizzando l'antesignano dei film sui serial-killer, divenuti negli ultimi anni un vero e proprio genere.